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17/18 marzo 2012
Hormiai Teatro di Limosa - Spigno Saturnia
Spettacolo fuori abbonamento - ingresso euro 7,00 -  presso Teatro Bertolt Brecht
SCIROCCO
con Agnese Chiara d'Apuzzo
adattamento testi drammaturgia e regia di
Enrico Forte


Continua senza sosta la stagione del Teatro Bertolt Brecht. Dopo il successo di pubblico e di critica riscosso dallo spettacolo MANNAGGIA ALLA MISERIA con Ambrogio Sparagna per la regia di Antonello Antonante, il prossimo fine settimana sarà ospite nella sala storica del Teatro Bertolt Brecht in via delle Terme Romane, lo spettacolo della compagnia HORMIAI TEATRO di Spigno Saturnia diretta da Enrico Forte, dal titolo SCIROCCO. Anche questo appuntamento è da considerarsi uno scambio importante tra le strutture teatrali del territorio, avendo la compagnia Hormiai un suo spazio, il Teatro di Limosa a Spigno Saturnia , che rappresenta un altro degli spazi dove la Cultura è di casa e con il quale il Brecht ha una relazione di collaborazione.


Lo scirocco, quasi una leggenda e una metafora, è un vento caldo che arriva dal Sahara. E' anche una particolarità delle case nobiliari siciliane d'un tempo: la stanza in cui trovare riparo e sollievo nelle ore del vento di mezzogiorno "che dissecca la mente e le ginocchia." Un posto sicuro e nascosto da piccoli labirinti di pareti che possiamo immaginare abitato da un Minotauro... Ché la stanza dello scirocco è anche al riparo del tempo, in cui il bene e il male sembrano perdere identità e l'amore si sublima: il luogo in cui epoche ed eventi possono ricrearsi e… dissolversi.
Se vi capitasse di trovarvi sulla costa, in una giornata di scirocco, forse sentireste il bisogno di chiudere le imposte e cercare tregua dal vento tra le mura della vostra casa. Le tende ondeggerebbero senza interruzione e il sibilo del vento continuerebbe a fischiare sotto le finestre, ma voi potreste alleggerirvi la testa, ascoltando un po' di buona musica e preparando una cena con sapori e aromi che non sarebbe difficile immaginare volati fino a voi, sospinti dal vento dell'Africa. Scirocco è una storia semplice, un frammento di vita che si fa corpo, parola, una voce che ri-vive nel momento presente. Una vicenda travolgente e romantica, fatta di sguardi e rossori, di pudore, di amore disperato.  Una storia d'altri tempi che narra i sentimenti con la levità di una 'leggenda'. A raccontarla è Rosalia, giovane e bella popolana che ora è solo un'apparizione, una donna-fantasma.

Commenti e recensioni

“Rosalia, la protagonista di questo irrequieto viaggio dentro il vento, ne regge la bellezza ed il fascino per tutta la sua durata: polverosa, sabbiosa, accaldata, beffarda e visionaria: quasi tragica?  Un «realismo magico» capace di coniugare (come le due vite di Rosalia e Salvatore) la realtà precisa di un preciso tempo di storia nostrana con la meraviglia di una realtà sommessa e principesca in cui la fiaba è vera. E dentro la fiaba, ma direi meglio se la chiamassi “cunto” o racconto o epos, la sconvolgente frantumazione delle convenzionali regole amorose per due corpi che allacciano –forse inconsapevolmente come due innocenti animali– anche i propri cuori per poi non separarli più, e morire insieme: fatalmente.  (...) Ma che sollievo e che catarsi, intanto, vivere questo teatro, farsi abitare l’anima dalla bellezza che non si dissipa nemmeno al vento, che rimane viva in noi che abbiamo avuto in sorte il dono di “Scirocco”, un omaggio ispirato e sincero. Perché la bellezza non si nasconde, e nasconderla è un peccato. Perché è lei a salvarci dalla tragedia più cupa con la commozione, ad aprirci alla speranza della gratuità, capace com’è di sfidare l’assurdo, restituendogli dignità e senso e spazio vitale. Perché chi lavora in questo spettacolo conosce e comprende la grandezza come la meschinità della natura umana, e le “rappresenta” nella faticosa letizia del teatro.
“Scirocco” è un dono in cui la perizia tecnica di tutti è identica all’istinto dell’arte. È un saggio della piena maturità artistica di Enrico Forte, della forza e della pazienza del suo pensiero che si fa, appunto, “dramma”, azione scenica.
Bravi. Enrico Forte (regia e drammaturgia), Agnese Chiara d’Apuzzo (strepitosa!), Franco de Luca (fotografia di scena), Bruno Treglia (allestimenti e direzione tecnica), Giacomo Forte (video) e Patrizia Vindice (costumi). “  (giuseppina piras)

“(..) un «cunto» siciliano di altri tempi, una vicenda di sentimenti forti (..) narrati con un realismo velato di magia, quasi fosse una fiaba raccontata dal vento, da quello scirocco che dà nome al tutto e che soffia continuamente, soffocante e impetuoso, per  diventare tramite di antiche leggende o di umanissime storie d'amore. «Scirocco» commuove, affascina, è un inno alla bellezza del teatro dove rivivono i fatti e i sentimenti e parlano a generazioni e generazioni con nuova energia e vitalità. Un intreccio di sacro e profano che avvince lo  spettatore e lo rende parte del destino di Rosalia e Salvatore.” (Francesca Del Grande, Latina Oggi)

“Siamo in attesa nella luce soffusa e ci attirano un vecchio grammofono degli anni Venti del Novecento nell’angolo e un semplice bianco separè con dietro una figura immobile bianca, che mi sembra un manichino.
Quando arriva il momento dell’inizio, scopro che si tratta dell’attrice che, in veste serale di bianca seta, donna e fantasma nello stesso tempo, dal viso bianco imbellettato con le labbra luminose di rossetto, con gestualità sempre diverse, dalle mani ai piedi nudi, nel silenzio che nasce, crea l’atmosfera dell’ascolto, dell’attenzione, della curiosità.
Finalmente la voce, regina del teatro, che evoca negli accenti e nelle sfumature la cara, amara, misteriosa Sicilia, con il racconto che parte, come nella magia millenaria del ’C’era una volta’. C’era una volta una giovane coppia di siciliani poveri, Rosaria e Vincenzo, che ricevette inaspettatamente, misteriosamente in dono un palazzo da un principe appena defunto e con esso un servitore di nome Salvatore (...). E la voce, quella voce, subito si impone sovrana, evocando nei registri popolari passaggi di sapienza e acutezze millenarie, trapassando dal femminile al maschile con virtuosità inattesa. Echi intrecciati di Pirandello, Verga, Sciascia, Tomasi di Lampedusa, mi affiorano nell’ascolto. Veramente capace di afferrare e trasmettere la sensibilità siciliana questa attrice che non conosco e che sicuramente è venuta da quell’isola grande, regina del Mediterraneo. (...) Per un’ora ci attrae e ci meraviglia con sapienti intervalli di canzoni e di qualche immagine  proiettata nel fondo, lei sola, lei sola, l’attrice Agnese Chiara, che è Rosaria e Vincenzo e Salvatore insieme, con eccezionale capacità di memoria e di saper suscitare un caleidoscopio di emozioni (dal mistero, al lutto, all’amore, all’atmosfera della stanza dello ‘Scirocco’, che dà il titolo allo spettacolo, al tragico civile che incombe sul quotidiano dei protagonisti).
Viene voglia di applaudire già durante lo spettacolo, ma l’emozione intensa grata si esprime tutta e a lungo nel plauso finale che coinvolge tutta la sala.” (Nicola Terracciano, storico)

Le stagioni del Brecht sono realizzate nell'ambito del
progetto OFFICINE CULTURALI della Regione Lazio

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