
ANTEPRIMA DI INCONTRI E RACCONTI
8 dicembre 2011, ore 18.00
Teatro Bertolt Brecht, Formia
presentazione del libro di Salvatore Casaburi
NAPOLI ASPETTA GODOT ?
Quest’anno la stagione di INCONTRI E RACCONTI del TEATRO BERTOLT BRECHT si inaugura con un’anteprima di prestigio. La rassegna, alla sua decima edizione, ogni anno offre la carrellata di quattro personalità del nostro territorio, che raccontano una storia, la propria il più delle volte, che il Brecht si impegna a registrare e a conservare, una sorta di arca della memoria, come se avessimo creato una grande bottiglia nella quale inserire le storie di chi nella nostra città c’è nato, oppure più semplicemente ci è vissuto o ha avuto con lei una forte relazione. Sono intervenuti negli anni poeti, scrittori, musicisti, artisti visivi, drammaturghi, imprenditori, artigiani, professori.
Per questa anteprima ci verrà a raccontare la sua storia di scrittore e giornalista un abitante saltuario della nostra città, SALVATORE CASABURI, attento narratore della sua Napoli, città le cui profonde radici avvolgono la nostra cultura.
Casaburi così presenta e parla della sua ultima fatica: «Ne sono consapevole e me ne assumo la responsabilità.La rivelazione è di quelle che lasciano sconcertati: Samuel Beckett è nato Napoli.
Tutti credono che l’autore dell’assurdo sia irlandese, ma è un errore grossolano. Solo uno che è nato a Napoli può aver pensato Estragone e Vladimiro. Solo
un napoletano può conoscere l’arte difficile e ammaliante dell’attesa
senza inizio e, forse, senza fine. E poi, solo Napoli ha il suo Godot che non può, non deve mancare all’appuntamento a lungo rinviato. Potrà spostarlo di un giorno o di mille, ma quando il tempo sarà giunto, come nell’ Ecclesiaste, egli si paleserà, perché le nottate passano sempre. E questo lo dice pure Eduardo, sulle cui origini napoletane sicuramente non ci sono dubbi». |  | Una tormentata dichiarazione d’amore a una città unica, Napoli.
Ricomponendo il mosaico delle percezioni, delle riflessioni, della rabbia e del disincanto, Casaburi trasforma in avvincente scrittura narrativa la vita urbana, restituendo al “tempo della città” il suo carattere unitario, e sottraendolo alle mode, agli stereotipi, ai compiacimenti estetizzanti.
Il libro è dunque una stazione di sosta obbligata da cui ripartire per ricominciare a parlare di Napoli come città universale, soprattutto in un momento storico, come quello che stiamo attraversando, che impone di rifiutare l’abbraccio nefasto dei luoghi comuni.
Un elogio del dubbio, perché solo i dubbi della ragione possono aprire le porte alla speranza. Per Napoli e per il Sud.
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Salvatore Casaburi è nato a Napoli, a pochi passi da Porta Capuana, all’indomani della fine della seconda guerra. La piazza simbolo della città è spesso presente nei suoi racconti, trasformandosi in un’ideale Itaca a cui tornare, per poi riandare nell’altrove della narrazione. Agli studi sulla comunicazione culturale affianca la sua attività di scrittore.
Ha pubblicato: La casa sulle metropolitane. Della storia, della pazienza, della memoria e dell’oblio (Edizioni Intra Moenia, 1999); La lettera di Soterio (Dante & Descartes, 2002); Millenovecentocinquantasei. Disincanto napoletano (Dante & Descartes, 2005).
Collabora con il quotidiano «la Repubblica» e con la rivista della «Fondazione Premio Napoli».
Gli incontri e racconti proseguiranno da gennaio a marzo con un programma che verrà presentato in occasione dell’anteprima l’8 dicembre.
La
stagione 2011/ 12 è dedicata all’associazione LIBERA
per
il suo impegno nella lotta alla camorra ed alle mafie nel nostro
territorio. |
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